Dal nucleare alla TV

Dopo la mattinata un po’ impegnativa, mi volevo rilassare leggendo cosa succede nella nostra bell’Italia.
Tutte le testate giornalistiche riportano in primo piano alcune interessanti notizie che vorrei sottoporvi:

  • Scajola: “Nuove centrali nucleari costruite entro cinque anni”
  • Emendamento «salva Rete4», il governo va avanti

Ora ammetto che dalla politica intesa come partitica sono sempre stato un po’ distante ma… queste cose mi fanno un po’ pensare.
Nucleare: forse bisognerebbe spiegare a Scajola che una centrale nucleare produce scorie un po’ pericolosette e che dovrebbe verificare i dati prima di sentenziare una simile affermazione: “Solo gli impianti nucleari consentono di produrre energia su larga scala, in modo sicuro, a costi competitivi e nel rispetto dell’ambiente“. Rispetto dell’ambiente… non ci posso credere… forse non gli hanno detto che le scorie radioattive prodotte dalle centrali nucleari sono una delle poche sostanze che non si riescono a smaltire, distruggere, riciclare o convertire. O forse non è a conoscenza della ricerca per cui non esiste sulla faccia della terra un sito per lo stoccaggio in cui sia possibile garantire la stabilità sismica e l’assenza di acqua per un periodo di neanche 100 anni. Io gli proporrei questo link di wikipedia.
E poi non contento continua: “estendere l’uso dei termovalorizzatori”. Non commento… leggete solo questo.
TV: avete mai visto questo video? (ci sono un’altra valanga di video e info in rete) Ma continuiamo così!!!
ICI e mutui li lascio per la prossima volta…

Written by kea

4 Comments

  1. Danila

    Il nucleare presenta tantissime problematiche….. oltre alle scorie (fatto non trascurabile)…
    Si tratta di un’energia costosissima…. ed oltretutto non rinnovabile… L’uranio come il petrolio è destinato ad esaurirsi….
    Investiremo miliardi in una fonte in grado di produrre energia per un periodo limitato di tempo…. come al solito non sappiamo guardare lontano!!!

  2. Don Dolando

    Uno dei problemi del nucleare è la sostanziale antieconomicità nel breve periodo; questo perché ogni fonte energetica va valutata “a ciclo chiuso”, considerando, cioè, non solo gli ovvi vantaggi dovuti all’aumentata disponibilità energetica, ma pure la catena di effetti collaterali tra cui lo smaltimento delle scorie e, diciamo, il recupero dell’esborso inziale per le istallazioni. Le scorie rappresentano costi ambientali che dovranno sostenere le generazioni future e, in questo senso, si può tranquillamente dire che oggi stiamo fottendo quelli che verranno dopo di noi, sperando, magari, nello sviluppo di tecnologie aspirapolvere, capaci di ripulire in maniera convincente il pianeta. Per quanto riguarda i costi economici e politici, la variabile fondamentale è costituita dalle dinamiche che coinvolgono il “sistema mondo”. Il prezzo del petrolio è in impennata a causa dell’aumentata domanda su scala mondiale: indiani e cinesi cominciano a pretendere anche loro l’automobile e il frigorifero e gli incrementi di produttività, specie nel settore agroalimentare, non coprono il tasso di crescita della domanda complessiva. Insomma, tutti chiedono, ma la produzione aumenta meno velocemente dei desideri. Se così stanno le cose, la dipendenza energetica cronica del nostro paese non è esattamente un asso nella manica, anzi.
    Sul conflitto di interessi mi sono rivolto giusto ieri sera a Gianfranco Pasquino, Leonardo Morlino (tutti cognomi in diminutivo) e Francesco Pardi (detto “Pancho”). I primi due sono politologi noti in campo internazionale, il terzo è un accademico con un lungo passato d’attivista nelle fila della sinistra radicale, ora neosenatore. In breve, la menavano sulla scarsa sensibilità dimostrata dagli elettori alle ultime consultazioni circa temi cruciali come lo strapotere mediatico berlusconiano, le sue intrusioni finanziarie nel campo dell’editoria, delle assicurazioni, delle telecomunicazioni, etc. Al che ho chiesto ai tre per quale motivo negli ultimi quattordici anni, in un contesto di pressoché perfetta alternanza, nessuna formazione di governo si sia mai occupata di scalzare Berlusconi (legislativamente) da quella posizione di dominio. E in buona sostanza non mi hanno risposto. Ora la domanda più ovvia è: quale conflitto di interessi impedisce alla Sinistra di riformare gli ordinamenti?

  3. Joe Palinuro

    Gentile Padre Dolando,
    sotto l’abito talare Lei machera un ateismo da centurione. Sì, perché abbattendo fendenti verbali sul mondo, nel tentativo di svelenire i propri malumori cosmici, Lei trascura il ruolo della Provvidenza nella Storia.
    Orate et laborate.

  4. Joe Palinuro

    Tornando al punto: le centrali di quarta generazione, che riducono in maniera drastica il problema delle scorie, si prevede non saranno pronte prima del 2030. Entro il 2020 gli analisti stimano che il prezzo del petrolio raggiungerà i 200 Dollari al barile.

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